Beatriz Santillana è la Co-Founder di STREET Smash Burgers, un brand europeo della ristorazione in rapida crescita, noto per la sua forte identità e per l’impegno costante verso la qualità. Originaria della Spagna, ha portato avanti la sua carriera professionale in Svizzera, lavorando all’interno di una delle principali banche globali dopo essersi laureata in Ingegneria delle Telecomunicazioni. In questo contesto ha maturato esperienza come Cloud Architect in ambienti altamente strutturati e orientati alla performance, sviluppando una mentalità analitica e una forte attenzione alla scalabilità, alla precisione e alla strategia di lungo periodo.
Parallelamente alla sua carriera corporate, la gastronomia è sempre stata una costante nella sua vita. Non è qualcosa legato solo ai viaggi o alle occasioni speciali, ma fa parte della sua quotidianità e del modo in cui vive il mondo: il modo in cui sceglie dove vivere, dove incontrare gli amici o come trascorrere il tempo ruota da sempre attorno ai ristoranti, ai concept e alla cultura del cibo. È profondamente interessata a come vengono progettati gli spazi, a come i brand costruiscono atmosfera e a come l’ospitalità contribuisce a definire l’identità di una città. Nel tempo, questa immersione quotidiana si è trasformata in uno sguardo attento ai dettagli e in un forte senso di coerenza estetica. Per lei il cibo non è solo un prodotto: è esperienza, design ed emozione. Questa visione, unita alla sua disciplina analitica, si è evoluta naturalmente in un percorso imprenditoriale.
La visione di Beatriz Santillana
La semplicità è la massima sofisticazione — Leonardo da Vinci
Oggi è completamente dedicata allo sviluppo di STREET in tutta Europa, unendo struttura e intuizione, performance e creatività, con una mentalità fortemente imprenditoriale e una chiara visione di lungo periodo. E per tale ragione ha deciso di unirsi a noi oggi, per spiegarci, in prima persona, la ricetta del suo successo e il segreto della sua perseveranza. Buona lettura!
Buongiorno Beatriz e benvenuta tra le pagine de LOpinione.com. Negli ultimi anni il burger è diventato molto più di un semplice fast food: quasi un fenomeno culturale globale. Secondo lei cosa rappresenta oggi la hamburger per il pubblico europeo?
Oggi l’hamburger rappresenta molto più di un prodotto veloce. In Europa si è trasformato in un formato gastronomico in cui si parla sempre più di qualità della materia prima, tecnica ed esecuzione. È un piatto apparentemente semplice, ma proprio per questo richiede una precisione enorme. Quando gli ingredienti sono pochi, ognuno deve essere eccellente: la carne, il pane, il punto di cottura, la consistenza, l’equilibrio dei sapori. Questa ricerca della perfezione è ciò che ha portato l’hamburger a evolversi verso qualcosa di molto più rispettato dal punto di vista gastronomico.
Il successo di Street Smash Burgers dimostra che anche un prodotto apparentemente semplice può trasformarsi in un linguaggio gastronomico riconoscibile. Qual è stata l’intuizione iniziale che ha dato origine al progetto?
L’intuizione iniziale è stata capire che la semplicità funziona solo quando viene eseguita con una vera ossessione per la qualità. Lo smash burger sembra qualcosa di molto diretto, ma in realtà è una tecnica estremamente precisa. Tutto inizia dalla ricetta della carne: la proporzione tra proteina e grasso è fondamentale per ottenere il risultato che cerchiamo. Questa proporzione permette, quando la carne viene schiacciata su una piastra molto calda, di sviluppare bordi croccanti grazie alla caramellizzazione, mentre l’interno rimane succoso. Ma altrettanto importante è l’esecuzione della tecnica. Il momento esatto dello smash, la pressione applicata, la temperatura della piastra e il tempo di cottura cambiano completamente il risultato finale.
In Street siamo molto perfezionisti su questi dettagli. Crediamo che il sapore straordinario di un prodotto apparentemente semplice nasca proprio da questa disciplina tecnica e dal rispetto assoluto per l’ingrediente. Nel mio caso c’è anche una motivazione molto personale. Mangiare è sempre stata la mia grande passione e probabilmente lo sarà sempre. La gastronomia fa parte della mia vita quotidiana, dei miei viaggi e della mia curiosità verso il mondo. Street nasce proprio da questa ossessione per il sapore e per l’esecuzione perfetta.
Il vostro menu ruota per quanto riguarda la scelta carnivora esclusivamente sul manzo. Da cosa è guidata questa filosofia gastronomica?
Dalla specializzazione. Crediamo molto nel fare poche cose, ma farle in modo impeccabile. La carne di manzo ha l’equilibrio ideale di sapore e grasso per la tecnica dello smash burger. Permette di sviluppare una caramellizzazione molto intensa sulla superficie mantenendo allo stesso tempo una consistenza succosa all’interno. Concentrandoci esclusivamente su questo prodotto possiamo dedicare tutta la nostra attenzione alla selezione della materia prima e al perfezionamento della tecnica di cottura. In Street prestiamo moltissima attenzione a ogni fase del processo, perché sappiamo che il sapore finale dipende da molti piccoli dettagli eseguiti con precisione.
Negli ultimi anni il consumo di carne è entrato sempre più nel dibattito pubblico, tra questioni etiche, animalistiche, ambientali e culturali. Come vive questo cambiamento chi ha costruito un progetto gastronomico attorno a un prodotto iconico come il burger?
Credo che sia positivo che esista un dibattito sull’alimentazione. Il cibo fa parte della cultura, dell’ambiente e delle decisioni che prendiamo come società. La nostra risposta è sempre stata puntare sulla qualità, sulla responsabilità e sulla trasparenza. Scegliere bene il prodotto, lavorarlo con rigore ed essere completamente onesti nel processo. Le nostre cucine sono aperte proprio perché crediamo in questa trasparenza.
Pensa che il rapporto delle nuove generazioni con la carne stia cambiando? E se sì, in che modo questo influenza il modo in cui sviluppate e raccontate il vostro brand?
Sì, le nuove generazioni sono molto più informate ed esigenti rispetto a ciò che consumano. Vogliono sapere da dove viene il prodotto, come viene preparato e quale qualità ha. Questo si allinea perfettamente con la nostra filosofia. Fin dall’inizio Street è stata costruita attorno a cucine aperte, processi visibili e una relazione molto diretta con la nostra community.
In Italia si è discusso recentemente della proposta promossa da Michela Vittoria Brambilla che vorrebbe vietare il consumo di carne di cavallo e di altri equidi. Quando la politica entra nel campo dell’alimentazione, secondo lei cambia anche il modo in cui i consumatori percepiscono la carne?
L’alimentazione è sempre stata collegata alla cultura, alla storia e anche alla politica. Quando questi temi entrano nel dibattito pubblico è normale che influenzino anche la percezione dei consumatori. L’Europa ha tradizioni gastronomiche molto diverse, quindi questi temi richiedono sempre un dialogo equilibrato e rispettoso delle varie culture culinarie.
Guardando al futuro, crede che il settore della ristorazione — e in particolare quello delle hamburgerie — debba prepararsi a possibili cambiamenti normativi o culturali legati al consumo di carne?
La ristorazione è sempre in evoluzione. Cambiano le normative, cambiano le abitudini di consumo e cambiano anche le aspettative dei clienti. I progetti che hanno davvero futuro sono quelli che lavorano con rigore, con materia prima eccellente e con processi solidi. Quando il focus è sulla qualità reale, adattarsi ai cambiamenti diventa molto più naturale.
Il burger è spesso considerato uno dei simboli della globalizzazione gastronomica. Come immagina l’evoluzione di questo prodotto nei prossimi dieci anni?
L’hamburger continuerà a essere un formato globale, ma vedremo sempre più attenzione ai dettagli. Più attenzione alla tecnica, alla qualità degli ingredienti e all’identità di ogni progetto. Il futuro di questo prodotto non sta nel renderlo più complesso, ma nel renderlo migliore.
Alternative vegetali, carne coltivata e nuove tecnologie alimentari stanno entrando sempre più nel dibattito gastronomico contemporaneo. Pensa che queste innovazioni possano convivere con la cultura del burger?
La gastronomia è sempre in evoluzione. Nel corso della storia sono comparsi nuovi ingredienti e nuove tecniche che hanno convissuto con le forme più tradizionali di cucina. Il burger è un formato molto flessibile, quindi probabilmente vedremo diverse interpretazioni convivere nello stesso tempo.
Se dovesse immaginare il burger del futuro, quale elemento pensa che non dovrebbe mai perdere della sua identità originaria?
L’onestà del prodotto. Un grande hamburger resta una combinazione molto diretta: ingredienti eccellenti, tecnica precisa ed esecuzione impeccabile. Quando questi elementi sono presenti, il sapore parla da solo.
Se dovesse descrivere l’essenza di Street Smash Burger con una sola immagine o scena, quale sarebbe?
Un grande hamburger con ingredienti eccellenti, tecnica precisa ed esecuzione impeccabile!
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