Il grado di civiltà di una società si misura da come tratta i suoi bambini — Fëdor Dostoevskij
Questo fatto di cronaca, avvenuto in provincia di Belluno, ha avuto una grande risonanza mediatica a causa del comportamento irresponsabile di un autista di scuolabus, tale Salvatore Russotto, che ha deciso di far scendere un bambino di 11 anni poiché il suo biglietto non era valido. Da alcuni giorni, infatti, il prezzo dei biglietti era stato aumentato in concomitanza con l’evento delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Il minore viene, quindi, lasciato in mezzo al nulla, a circa sei chilometri di distanza da casa. Non avendo con sé un cellulare, non può contattare i genitori e si incammina da solo, riuscendo infine ad arrivare a casa, ma in stato di ipotermia e in condizioni preoccupanti, tanto da far temere il peggio alla madre.
A Belluno un fatto grave che non deve ripetersi
Per fortuna, oggi si è ripreso, ma resta profondamente traumatizzato. Difatti, stando a quanto si apprende, ci sarebbero voluti alcuni giorni prima che riuscisse a tornare alla sua quotidianità. Mi chiedo come possa un adulto far scendere un minore per un motivo così futile, mettendolo deliberatamente in pericolo di vita!?! Non a caso, i genitori hanno presentato una denuncia per abbandono di minore a carico dell’autista. In più, perfino l’azienda titolare del servizio di trasporto ha avviato un’indagine interna per accertare i fatti e ha momentaneamente sospeso Russotto dal lavoro.
Nei giorni successivi al tragico evento, poi, in accordo con le autorità competenti, l’azienda ha coscienziosamente scelto di ridurre le tariffe, riportando in essere quelle ordinarie. Come c’era da aspettarsi, l’autista ha rilasciato diverse dichiarazioni a propria difesa, sostenendo che sarebbe stato il bambino a decidere di scendere autonomamente e rivelando anche che quella era stata una giornata particolarmente pesante, a causa dei numerosi gruppi di stranieri arrivati per i Giochi Olimpici, la quale lo aveva costretto a fronteggiare spesso la presenza di ragazzi sprovvisti di biglietto per la tratta. Infine, ha aggiunto di non voler perdere il posto di lavoro, poiché a sessant’anni gli sarebbe molto difficile trovarne un altro e di voler chiedere scusa personalmente alla famiglia.
Un lieto fine (?)
L’incontro è effettivamente avvenuto, ma gli accertamenti proseguiranno e l’autista potrebbe comunque andare incontro al licenziamento. Penso che le motivazioni fornite dall’indagato non possano giustificare le sue azioni, poiché si è comportato in modo irresponsabile, mettendo seriamente a rischio la vita del ragazzino, il quale, ad ogni modo, ha fatto sapere che accetterà le sue scuse soltanto se si racconterà la verità.
Nella tragedia, però, è comunque giunta una bella notizia: la Fondazione Milano-Cortina 2026 ha deciso di fare un regalo al bimbo, invitandolo a presenziare alla Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi, con l’intento di aiutarlo a superare la vicenda!
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