Adam Presser, CEO di TikTok USA, ha dichiarato al Congresso Ebraico Mondiale che l’uso negativo del termine “sionista“ è trattato dalla piattaforma come incitamento all’odio. Difatti, TikTok risponde con il ban degli account a queste espressioni, mentre frasi positive come “sionisti orgogliosi” sono permesse senza alcun tipo di restrizione. Per di più, Presser ha rivelato che nel 2024 (da quando è lui il responsabile di queste politiche) le segnalazioni e censure per odio sul social sarebbero addirittura triplicate! In altre parole, il sionismo e i gli atroci fatti ad esso collegati nel 2026, stando a quanto rivela, non sarebbero da condannare.
Non solo, perché, come se non fosse già abbastanza, sarebbe esclusa perfino l’idea di un’altra narrazione, ossia quella di un genocidio sotto gli occhi di tutti. E chissà, forse è proprio per questo che ogni giorno, di recente, i contenuti sulle reali condizioni nella striscia di Gaza sono sempre più rari. Ma pensano davvero che gli utenti non se ne accorgano?
Lo shadowban è la forma più subdola di censura: non ti zittisce, ti lascia parlare, ma fa in modo che nessuno ti ascolti – Anonimo
Un’autentica rivolta contro la #TikTokCensorship
A tal proposito, nelle ultime settimane l’hashtag #TikTokCensorship è esploso insieme a #ShadowbanGaza, senza contare le crescenti denunce social di immoralità che circolano sempre più in rete. Insomma, è evidente che ci troviamo di fronte ad un caso di shadowban, ossia al caso in cui la censura avviene in silenzio, ma senza che questa possa essere fermata. I principali obiettivi censurati, oltre ad un oscuramento sistematico dei contenuti su Gaza, riguarderebbero la questione degli Epstein Files, l’ICE e le proteste che stanno interessando attualmente gli Stati Uniti.
Che dire, una vera e propria censura selettiva e un’imperdonabile limitazione della libertà d’espressione. Alcuni, per giunta, teorizzano legami tra Presser e influenze pro-Israele, chiedendo, attraverso delle petizioni, la massima trasparenza. Ma verranno mai accolte? Ci sarà qualcuno che ascolterà gli appelli? O tutto continuerà ad accadere senza poter fare nulla a riguardo? Al momento non è dato saperlo, ma qualora le richieste dovessero rimanere inascoltate, sarebbe di una gravità inaudita!
Per capire ancor meglio quest’ultima, è sufficiente riflettere sul seguente punto: il più grande vanto degli Stati Uniti sono i suoi ideali di speranza, di libertà, di democrazia, tutti condensati nel tanto agognato American dream, eppure la politica di TikTok USA evidenzia un ossimoro. Vale a dire, manovre censorie contrastano con questi principi. Se la superpotenza mondiale esprime una tale condotta, altre nazioni non vorranno essere da meno, minando la libertà a livello globale!
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