Opera Buona: Il Gala Dinner Charity all’ADI Design Museum di Milano

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Opera Buona
Credit: Sara Ricciardi/Foto per gentile concessione dell'Ufficio Stampa

Nasce Opera Buona, un progetto che unisce arte, design, cucina e scrittura in un dialogo creativo e solidale, dando vita a una collezione unica in cui architettura, cibo e parola diventano strumenti concreti di sostegno sociale. Un’iniziativa corale che vede protagonisti alcuni tra i più autorevoli designer, architetti, chef e scrittori contemporanei, chiamati a collaborare per una causa comune: supportare le attività di Opera San Francesco per i Poveri.

Le opere saranno presentate al pubblico in una mostra-evento presso l’ADI Design Museum di Milano, dal 16 al 21 giugno 2026.

Il momento culminante dell’iniziativa sarà il gala dinner charity del 18 giugno, durante il quale le creazioni verranno battute all’asta da Sotheby’s. Il ricavato sarà interamente devoluto a sostegno delle attività di Opera San Francesco per i Poveri.

Locandina della Charity Dinner di Opera Buona/Credit: immagine per gentile concessione dell’Ufficio Stampa

I Templi in marmo: il cuore artistico di “Opera Buona”

Al centro del progetto Opera Buona l’arte, che si afferma come motore e linguaggio universale, designer e architetti di fama internazionale, sono stati invitati a progettare un “Tempio” in marmo policromo, realizzato grazie alla maestria e ai materiali di Silvestri Marmi.

In mostra le opere di Markus Benesch, Atelier Biagetti, Stefano Boeri, Michele De Lucchi, Marco Ferreri, M.G. Grasso Cannizzo, Johanna Grawunder, Giulio Iacchetti, Ugo La Pietra, Alessandro La Spada, Paola Navone, Serafini Palomba Associati, Peter Pichler, Marco Piva Studio, Sara Ricciardi, Elena Salmistraro, Monica Taverniti, Mario Trimarchi, Marcel Wanders, Cino Zucchi.

Ogni opera diventa uno spazio simbolico, un contenitore che accoglie e custodisce un ulteriore gesto creativo.

Il dialogo tra architettura e gastronomia

All’interno di ciascun Tempio trova infatti posto una conserva ideata da venti chef di primo piano: un cibo straordinario, racchiuso e preservato, che dialoga con la formaarchitettonica e ne amplifica il significato. Un incontro inedito tra progettazione e gastronomia, dove il gesto del nutrire assume valore culturale e sociale.

Gli chef coinvolti sono tutti protagonisti della scena gastronomica contemporanea, interpreti di una cucina che unisce ricerca, territorio e responsabilità sociale e sono: Nico Acampora, Nicolas Ardu, Cesare Battisti, Carlo Bissolotti, Alice Delcourt, Roberta Messina, Luca Ferrara, Juan Lema, Davide Longoni, Cristian Magri, Fabio Paolini, Marta Pennati, Andrea Provenzani, Andrea Rampinelli, Dalmia Ritu, Matteo Scibilia, Elio Sironi, Giovanni Traversone, Marco Tronconi

Le parole degli scrittori per una narrazione collettiva

A completare questo intreccio, il contributo di venti scrittori, invitati a donare un testo, un pensiero, una poesia o una parola: frammenti di riflessione che arricchiscono ulteriormente il progetto, trasformandolo in una narrazione collettiva. Gli scrittori coinvolti rappresentano voci autorevoli del panorama culturale, capaci di trasformare il pensiero in racconto e condivisione e sono: Claudia Balottari, Laura Bosio, Chiara Cardini, Luigi Caricato, Francesco M. Cataluccio, Giuseppe Cinà, Giacomo Ghidelli, Lorenza Ghidini, Roberto Goisis, Sara Honegger, Chiara Molaroni, Alessandro Monchiero, Claudio Pellegrini, Leonardo Pelo, Maddalena Pezzotti, Susanna Ripamonti, Cinzia Scaffidi, Antonio Stella, Carmelo Vigna, Valerio M. Visintin.

Opera Buona è, in questo senso, un gesto collettivo di responsabilità e visione: un progetto in cui linguaggi diversi si intrecciano per generare valore, dimostrando come la creatività possa diventare un atto di cura e condivisione.

I curatori e la visione del progetto

Il progetto è curato da Roberto Boyer, Alessandra Zucchi, Margherita Sigillò, Carlo Casti, Giacomo D. Ghidelli e Alessandro Guerriero.

Credit: foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa

Fondamentale il contributo di Margherita Sigillò, CEO & Founder di C-Zone, che ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo dell’iniziativa come ideatrice, e ne è anche curatrice insieme ad Alessandro Guerriero.

Come lo stesso Alessandro Guerriero dichiara del progetto Opera Buona: “Oggetti complessi, oggetti da guardare, toccare, gustare, leggere. Oggetti pensati per aiutare chi pone la fragilità al centro della propria azione. Oggetti che invitano a meditare su se stessi, a scoprire che l’estetica e l’etica nascono da una radice comune, a comprendere che non si vive da soli. Che nessuno si salva da solo.”

Il sostegno a Opera San Francesco per i Poveri

Come ha dichiarato Fra Marcello Longhi, Direttore Opera San Francesco per i Poveri: “Opera San Francesco incontra ogni giorno persone che vivono situazioni di fragilità e che spesso chiedono, prima ancora di un aiuto materiale, di essere accolte e riconosciute nella propria dignità. Per questo iniziative come Opera Buona hanno un valore speciale: perché mettono creatività, intelligenza e sensibilità al servizio delle persone più fragili. Ringrazio tutti coloro che hanno scelto di partecipare a questo progetto corale, trasformando la bellezza in un gesto concreto di attenzione e vicinanza.

In un tempo in cui tutto scorre veloce, Opera Buona invita a fermarsi e ad osservare: la materia che diventa forma, il gesto che diventa nutrimento, la parola che diventa memoria. Perché è proprio nell’incontro tra creatività e responsabilità che nasce la possibilità più concreta di trasformare la bellezza in un’opera di bene.

Opera San Francesco per i Poveri. Nata nel 1959 come mensa per offrire un pasto caldo a chi ne aveva bisogno, Opera San Francesco è oggi un punto di riferimento fondamentale per persone e famiglie in difficoltà. Un luogo dove, oltre al sostegno materiale, si costruiscono percorsi di dignità, fiducia e rinascita, offrendo strumenti concreti per guardare al futuro.

C-Zone e Margherita Sigillò. Margherita Sigillò fonda nel 2007 C-Zone, agenzia di creatività ed eventi. CEO & Founder dell’agenzia, ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo dell’iniziativa come ideatrice del progetto. È inoltre curatrice di Opera Buona insieme ad Alessandro Guerriero.

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