Timothée Chalamet e quell’Opera “obsoleta” che gli è costata gli Oscar?

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Timothée Chalamet
Credit: immagine di copertina presa liberamente dal web

Anni fa in un video disse che “la terra senza l’arte è solo un sasso”, mentre ora è passato a fare distinzione tra arte di serie A e serie B. Recentemente, infatti, in un’intervista concessa a CNN e Variety, il giovane volto di Hollywood Timothée Chalamet avrebbe dichiarato di non voler lavorare nel mondo dell’opera e del balletto come attore, ritenendolo obsoleto e superato. Una frase detta forse con un po’ troppa leggerezza, ma sufficiente a colpire nell’orgoglio la gente che vive di questo mestiere. E in effetti, qual è la stata la reazione?

La reazione del pubblico e del mondo del teatro contro Thimotée Chalamet

Internet si è sollevato e moltissimi teatri di fama mondiale, tra cui la Scala di Milano e l’Opéra Garnier di Parigi, hanno risposto alle parole del giovane, e in questo caso poco lungimirante, attore con contenuti sulle loro pagine social, dove mostrerebbero che il teatro è ancora vivo e fervente. Insomma, una replica dura, ma che secondo alcuni ha rappresentato un voler voltare le spalle nei confronti della sua formazione primaria di attore, perché, ricordiamolo, Chalamet che viene dal teatro. Difatti, ha studiato infatti alla Fiorello H. LaGuardia High School of Music & Art and Performing Arts.

Altri sospettano, invece, che queste parole sarebbero costate all’attore l’Oscar, e in effetti il suo ultimo film Marty supreme delle nove nominations non ne ha vinta neanche una. Un’altra curiosità che ha alimentato il dibattito è che la coreografia dell’evento (ad esempio l’opening del gala, l’esibizione durante la cerimonia, ecc.) richiamava molto l’estetica del balletto classico e contemporaneo. Che si sia trattato di un’umiliazione pubblica in grande stile? Beh, c’è chi sostiene di sì!

Il contesto

Timothée Chalamet
Credit: immagine presa liberamente dal web

Tuttavia, prima di abbandonarsi al disappunto verso quanto detto dall’attore, ormai dipinto come la star ingrata di Hollywood, occorre analizzare il contesto di quell’intervista. Il tema discusso era proprio quello dei nuovi e vecchi media dell’arte, non un attacco diretto alla qualità artistica dell’opera o del balletto. Da questo punto di vista, il suo ragionamento non è sbagliato: quante volte nell’ultimo anno siete stati al cinema e quante a teatro? Non ci sono paragoni. Secondo dati del 2024, in Italia il cinema conta circa 73–74 milioni di spettatori annui, con oltre 2,7 milioni di proiezioni all’anno. Nello stesso periodo, il teatro e lo spettacolo dal vivo registrano circa 28 milioni di presenze a teatro

Chalamet non ha mai detto che l’arte dell’opera sia meno affascinante, complessa, amata, dunque che sia “meno arte”. Ha detto una scomoda verità, ossia che non è più frequentata come un tempo. Paradossalmente, le sue parole sono state a mio avviso un’eccellente campagna promozionale per i teatri, i quali hanno registrato un aumento nella vendita dei biglietti, o sfruttato l’occasione proponendo persino offerte speciali e codici sconto col nome dell’attore. Che dire, come diceva quel famoso proverbio:

Non tutti i mali vengono per nuocere!

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Classe 2007, è la più giovane voce qui su L’Opinione. È una studentessa di liceo linguistico con una devozione sfrenata per la letteratura, il cinema, lo spettacolo, la musica e i viaggi che da sempre la accompagna. Nerd incurabile, la rapisce tutto ciò che fa parte del mondo geek e della cultura pop. Il suo tallone d’Achille è la matematica, disciplina che le è assolutamente indigesta. Ama tanto la compagnia degli altri quanto quella di se stessa, e intende proseguire gli studi per poter un giorno di intraprendere una carriera nell’editoria e nel giornalismo.

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